Islanda, immersione totale nella natura

 

Viaggiare in Islanda equivale a circondarsi totalmente della maestosa natura che domina sovrana e intatta: possenti cascate, imprevedibili geyser e fumarole, suggestive lagune con acque calde, grandi iceberg blu e lagune glaciali, selvaggi fiordi, campi di lava e vigorosi vulcani, Parchi nazionali che proteggono imponenti ghiacciai…

Incastonata tra l’Atlantico e il Mar di Groenlandia, pochi chilometri a sud del Circolo Polare Artico, si trova l’Islanda, un’isola giovane, una terra dall’animo irrequieto, dove tutto è in continuo moto, evoluzione e contrasto: dal ribollire del suolo al sereno scorrere degli iceberg nelle lagune glaciali, dagli sbuffi dei geyser al tumultuoso suono dei suoi vulcani. Il risultato di questo mondo di contrasti estremi è una moltitudine di paesaggi dalla bellezza assolutamente unica.

Incastonata tra l’Atlantico e il Mar di Groenlandia, pochi chilometri a sud del Circolo Polare Artico, si trova l’Islanda, un’isola giovane, una terra dall’animo irrequieto, dove tutto è in continuo moto, evoluzione e contrasto: dal ribollire del suolo al sereno scorrere degli iceberg nelle lagune glaciali, dagli sbuffi dei geyser al tumultuoso suono dei suoi vulcani. Il risultato di questo mondo di contrasti estremi è una moltitudine di paesaggi dalla bellezza assolutamente unica.

Nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza i vulcani, che danno vita e definiscono gli spettacolari panorami ed eventi naturali islandesi. Sospesa alla sommità della dorsale medio atlantica, fra le placche divergenti nordamericana ed euroasiatica, in soli 100.000 km² conta circa 130 vulcani (attivi e inattivi), con i quali gli abitanti dell’isola hanno imparato a convivere, sfruttandone anche i molti vantaggi. L’intensa attività geologica comporta un’affascinante imprevedibilità della natura islandese: campi  di  lava  nera, piscine  geotermali, vaste distese di sabbia nera, enormi cime di lava frastagliata, paesaggi montuosi, colonne esagonali di basalto e geyser sono il risultato della continua interazione tra attività vulcanica ed elementi naturali, da sempre fulcro di un fascino irresistibile per autori e artisti.

Tra i vulcani più famosi sicuramente l’Eyjafjallajökull la cui eruzione nel 2010 provocò gravi disagi al trasporto aereo europeo, il Thríhnúkagígur, l’unico vulcano accessibile grazie ad una camera magmatica spenta e dalla vivace colorazione che varia dal rosso al verde e giallo di ferro, rame e zolfo.  Non può mancare poi il vulcano Snæfellsjökull, uno dei più amati d’Islanda e degno di nota per il suo ruolo culturale e considerato ancora oggi un punto di forze soprannaturali dagli appassionati di esoterismo: molti gli artisti ispirati dal suo splendore, tra cui Jules Vernes in “Viaggio al centro della Terra”.

ghiacciai, unitamente ai vulcani, sono un elemento fondamentale della natura islandese: nonostante siano permanenti, mutano lentamente mentre scorrono, creando suggestivi crateri, spaccature e grotte. Il ghiacciaio Vatnajökull, nell’omonimo Parco Nazionale, è il più famoso e grande d’Islanda (e d’Europa): ne ricopre circa l’8% e sotto di sé nasconde montagne, valli, altipiani, caverne accessibili e vulcani attivi. Il Parco Nazionale Vatnajökull include i parchi Skaftafell a sud ovest, Jokulsargljufur che annoverano alcuni dei paesaggi più spettacolari del paese, tra cui la Laguna glaciale di Jokulsarlon e la vicina spiaggia d Breidamerkursandur, dalla bellezza mozzafiato: gli iceberg che si staccano dal ghiacciaio scendono lentamente nella laguna e pian piano vengono levigati sino a raggiungere le onde del Nord Atlantico prima di essere riportati a riva sulla nerissima spiaggia detta dei Diamanti.

Il Circolo d’oro (Golden Circle) è il percorso di circa 300 km che parte da Reykjavik e che attraversa alcuni dei paesaggi più belli e spettacolari dell’area sud-occidentale dell’isola. Le imperdibili ThingvellirGeysir Gullfoss permettono di visitare in un’unica giornata il sito storico più importante del paese, uno dei più spettacolari fenomeni geotermici e una stupefacente cascata.

Il parco nazionale Thingvellir, il primo dei tre ad essere istituito nel paese e l’unico riconosciuto sito UNESCO, è permeato di storia e folclore e caratterizzato da una geologia incredibile, essendo situato proprio tra le placche tettoniche euroasiatica e nordamericana, nella fossa tettonica che attraversa tutta l’Islanda. Dal 930 al 1798 fu sede dell’Alþing, il parlamento islandese.

L’area geotermica del Geysir, nella valle Haukadalur, dove l’attività geotermica diventa ancora più intensa: colonne di vapore visibili da molti km di distanza, numerose piscine calde, pozze di fango e fumarole, colline dai colori vividi dei minerali. In questo contesto si trova uno dei fenomeni naturali più rari e spettacolari: il “Grande Geysir”, la sorgente di acqua calda che ha dato il nome a tutti gli altri nel mondo, che ha terminato la sua attività eruttiva all’inizio del XX secolo e dopo i terremoti del 2000 ha ripreso ad emettere spruzzi alti fino a 50 metri, ma molto raramente. A pochi metri di distanza il suo “fratello minore” Strokkur” zampilla getti d’acqua alti fino a 20 metri, ogni 4-8 minuti.

A completare il cerchio d’Oro la cascata da cui ne deriva il nome, ovvero Gullfoss, la Cascata d’Oro”, considerata da molti la più bella d’Islanda. Tutta l’isola è ricca di fiumi e costellata di splendide e innumerevoli cascate, che ogni anno con lo scioglimento dei ghiacciai si rigenerano o addirittura nascono.
Oltre a Gullfoss degne di nota sono Seljalandsfoss, una delle poche cascate visitabili a 360° e Skogafoss, legata a un’antica leggenda vichinga in una vegetazione color smeraldo. E ancora Dettifoss (letteralmente “cascata dell’acqua che rovina”) a nord-est, è la più potente d’Europa per portata grazie allo scioglimento del ghiacciaio del Vatnajökull che dà vita al fiume. Poco distante Sellfoss, dal salto meno imponente ma più ampio, a formare un ferro di cavallo tra colonne di lava.

I Fiordi dell’ovest, l’unica area non geotermale del paese, sono una vera e propria perla, incastonati in una regione molto remota e scarsamente popolata, dai paesaggi unici e incontaminativerdi montagne, coste panoramiche, scogliere a picco, profonde baie e stretti tratti di pianura costiera.
Látrabjarg è l’area più abbondante di uccelli marini nonché il punto più occidentale dell’Islanda e dell’Europa. Qui è possibile ammirare i famosi pulcinella di mare (da metà maggio a metà agosto) nonché gazze marine, cormorani, procellarie dei ghiacci, urie nere e altri uccelli che si affollano in quest’area a migliaia.
La spiaggia di Rauðisandur con le magnifiche tonalità della sabbia variano a seconda della luce del giorno, delle maree e del tempo; un’oasi di tranquillità unica, spesso meta privilegiata delle foche. Infine la cascata Dynjandi con i suoi sette livelli di acqua precipitante, dichiarata da molti la cascata più bella del Paese.

Come dimenticare poi i fiordi incontaminati del nord, con i caratteristici villaggi di pescatori, affacciati sulle fredde acque popolate di balene, balenottere, megattere e delfini, sino a giungere ad Akureyri, la città più a nord, dalla ricca cultura artistica, proseguendo sino al meraviglioso lago Mývatn, dalla flora e fauna ricchissime: cascate, vulcani, crateri e aree di attività geotermica.

E ancora i meravigliosi fiordi dell’est, le remote aree interne di Landmannalaugar o le svariate possibilità di visita e attività lungo la Ring Road, la strada numero 1 che abbraccia idealmente tutto il paese in un circuito ad anello.

Infine Reykjavík, capitale cosmopolita e dai forti contrasti, permeata dall’avanguardia e contaminata dalla pura energia della natura che la circonda, dove le influenze internazionali si mescolano alle tradizioni popolari creando una cultura unica, dove l’antichità si unisce alla modernità e a una vibrante e sofisticata cultura artistica. La porta ideale per scoprire, anche a più riprese, una terra affascinante e indimenticabile.

“Quel viaggio era come una poesia, con rime e parole magnifiche che restavano nel sangue. E come una poesia, col tempo s’imparava a memoria e poi si sentiva il bisogno di tornare, per accertarsi che nulla fosse cambiato…” da “Il Pastore d’Islanda” di Gunnar Gunnarsson